PELLEGRINAGGIO ARTUSIANO

Giornalisti, cuochi e appassionati in cammino nel nome di Pellegrino Artusi

Quando i conti non tornano

Ero dotata di uno splendido contapassi, ma me ne sono accorta solo due settimane fa quando ho iniziato un tardivo -ma meglio di niente- allenamento per il Pellegrinaggio artusiano. . È un’applicazione dell’I Pod che mi ha regalato mia sorella per Natale. Ora, per quanto approssimativo, un contapassi anche basic come il mio aiuta a fare un po’ di considerazioni.
La prima è che non ti alleni mai abbastanza se devi fare quasi trenta chilometri in montagna. E di questo te ne fai una ragione quando non hai alternative e devi andare avanti fino alla fine della tappa. La seconda, più consolante, è che se un passo è lungo 60 centimetri e negli allenamenti riuscivo a trovare il tempo per farne 12000, vuol dire che percorrevo circa 7 chilometri e consumavo 400 calorie. Calcolando che dobbiamo fare 5 tappe per una media di 25 chilometri al giorno vuol dire che ogni giorno consumerò almeno 1500 calorie (in salita si brucia di più). Penso alle cene che ci aspettano alla fine di ogni tappa, ogni sera del pellegrinaggio. Una pacchia per la mia ingordigia! Sono stata invasa da in improvviso senso di pace, non mi limiterò, non farò mezze porzioni, come da saggia zia avevo annunciato alla giovane Serena, l’altra sola “femmina” di un gruppo finalmente declinato al maschile. Oggi, primo giorno del pellegrinaggio, partiti da Forlimpopoli dopo le 11, perché investiti dei rituali che si dedicano a chi parte per una grande avventura, dopo circa un’ora di cammino siamo arrivati a Forlì dove ci aspettava una bella festa del cioccolato in piazza. Ho passato in rassegna praticamente tutto, dai cioccolatini al limone, alle praline ripiene di panna e miele, dai cuoricini all’orchidea (per il mercato arabo, ha cercato di consolarmi il produttore) alle barrette di cioccolato di puro cacao, dalle scorzette d’arancia candite ricoperte al quadretti di cioccolato di Modica al sale… presa dai rimorsi di coscienza, che non c’è verso, comunque continua a perseguitarmi, ho fatto a mezzi con Serena di ogni cioccolatino, ma lei si è fermata molto prima di me. Non ho fatto i calcoli delle calorie, tanto non tornerebbero… e poi mi hanno dato un’altra possibilità: non ti pesare sulla bilancia, al ritorno, ma prova se ti entra quel paio di pantaloni che ti stava stretto… non so, di certo fare il Pellegrino è veramente faticoso….
Rosanna

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Il testosterone

Di solito le commemorazioni sono condite da una impegnativa dose di annoiata partecipazione. Si celebrano perché, accidenti, pure stavolta qualcuno s’è ricordato, ha contato gli anni, e quindi ci tocca… ma stavolta il Romanelli ha stupito un po’ tutti e se n’è inventata una nuova. Soprattutto un’idea che ha accantonato le solite chiacchiere per passare ai fatti, ha tirato insieme un gruppo di amici che, ciascuno per motivi suoi, ha deciso di mettersi in gioco e ha organizzato un viaggio a piedi, il Pellegrinaggio artusiano, che altro non è che rifare la strada percorsa nella sua vita dal grande linguista e gastronomo, ma a piedi (e non credo che lui l’abbia mai fatta così, ma tant’è) . Si a piedi. Tutte le volte che lo racconto a qualcuno la domanda si legge stampata negli occhi prima ancora che sentita con le orecchie (perché in pochi si tengono e la fanno comunque) “ma chi ve lo fa fare?”. Eppure è fatta, e siamo partiti. Ma, tra i tanti commenti di amici e parenti al mio coinvolgimento in quest’avventura, quello che m’è piaciuto di più, è stato quello fatto di slancio da una mia amica “finalmente un viaggio con un po’ di testosterone in circolo”. Non c’avevo pensato, ma quanto ha ragione! Niente di sessuale, per carità, solo una considerazione giustissima alla luce dell’esperienza dei molti viaggi fatti insieme.
Il senso è che io sono una viaggiatrice, ma la maggior parte dei miei viaggi l’ho fatto con una compagnia prevalentemente femminile. E non c’è verso, dalle pericolose fughe con Avventure nel mondo, ai più borghesi tour organizzati di quando non c’è nemmeno il tempo per comperare un biglietto aereo, a quelli che ho organizzato da sola con le mie amiche (appunto) i gruppi sono sempre quasi tutti al femminile. Ma stavolta non è così. Sarà perché questo Pellegrinaggio artusiano è molto più semplice e domestico (ma no, che non sono sessista… è che di solito loro, i maschi, non ne vogliono mezza di impegnarsi in situazioni complicate) ma in un gruppo di 11 persone, 9 sono maschi. E non ha importanza che siano soprattutto miei colleghi o amici da tanti anni, che la mission preveda scarpinate e cibo in quantità dignitosamente impegnative su un piano di assoluta parità . Quel che conta è il tasso di testosterone che mi circonda che potrò vantare con le mie amiche. Una sorta di primato assoluto che mi farà aumentare punti… in onore di Pellegrino Artusi!
Rosanna

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E intanto siamo diventati 11

Si perchè tra preparativi, pensieri e parole, dimenticavo di informare la composizione finale della squadra: siamo in 11 ed abbiamo acquistato anche lo straniero, meglio di così..ricapitolando..

Leonardo Romanelli, giornalista nelle vesti di capitano, Stefano Frassineti, cuoco, difensore centrale, Marco Peroni e Marco Sodini, amatori non giornalisti, ali libere di fluidificare, Kyle Phillips, americano dall’accento oltraggiosamente fiorentino, il portiere saracinesca, Serena Guidobaldi e Rosanna Ferraro, giornaliste, al centroattacco a lanciare la carica, Roy Berardi, giornalista, il mediano che fa un grande lavoro in mezzo al campo, Carlo Macchi, giornalista, il fantasista in grado di sorprenderci con giocate inusitate, Tommaso Chimenti, il filosofo del gruppo, a valutare le strategie da adottare per meglio concludere la prova ed infine Stefano Tesi, l’anima concreta e portatore di idee. Siamo tutti impegnati nel peso delbagaglio, vedremo chi vince la palma del più leggero..
Leonardo Romanelli

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