PELLEGRINAGGIO ARTUSIANO

Giornalisti, cuochi e appassionati in cammino nel nome di Pellegrino Artusi

Dare i numeri?

Sono le 5 della sera quando arriviamo alle porte di Andria. No, forse le 6 (qui si pronuncia séi con la é di éntrata). Camminavamo dalle 9 di stamattina (pronuncia nòve, con la ò stetta di òcchiale).

Ma il punto non è questo.

Vorrei mettere l’accento, invece, sul conteggio esatto dei chilometri che facciamo tutti i giorni. Sarebbe una soddisfazione, ma temo che non lo sapremo mai veramente. Ciascuno ha il suo riferimento personale: l’indicazione ufficiale data dalla mitica Vittoria Cisonno è che oggi ne abbiamo fatti 26 (ventiséi), il contapassi di Paola ne registra almeno 4 di più, Stefano ha un suo parametro rapporto velocità/tempo che ancora non ho capito bene, io mi sento un po’ frastornata dal concetto di chilometro/ora.
La mia unità di misura è il passo che devo sostenere quando sto andando ad un appuntamento e regolarmente arrivo in ritardo. Sta di fatto che arrancando, chi più chi meno, si arriva a fine giornata. I più sono quelli che arrancano di più, i meno sempre i soliti. Una volta, a scuola, si
chiamavano secchioni. Adesso si chiamano Serenocchia, Stefano, il vago Pier e il nuovo, ultimo arrivato, il fotografo Diego che, fresco come una rosa (ha iniziato stamattina, lui, e sta almeno a meno 47 chilometri nei
polpacci…) saltella di qua e di là assumendo pose plastiche, per cercare tagli originali per le sue foto che mi dicono essere molto belle.

Oggi abbiamo avuto la mite temperatura di 30 gradi per un periodo di tempo variabile tra le cinque e le séi ore consecutive e senza il sollievo di un filo d’ombra. Anche le foglie dei pochi rami d’ulivo che sporgevano si mettevano di profilo per fare meno ombra possibile.

Arrivati alle porte di Andria, dunque, ho visto sguardi compassionevoli ad accoglierci, e soprattutto carichi della profonda saggezza di chi vorrebbe fare una domanda ma sa che non è il caso. Ma io lo so quale pensiero accompagna i vostri sorrisi dolci e accondiscendenti. Vorreste sapere… bene, lo confesso, vorrei tanto anch’io, ma in fondo, perché farsi tante domande?

Oggi, intorno alle 2, quando il sole cadeva, pesante, sulle spalle e il caldo dell’asfalto saliva da dentro le scarpe ho pensato che se anche fossi morta lì sarebbe stato un successone perché, ne sono certa, alla prossima reincarnazione verrò promossa d’ufficio di almeno due livelli superiori!

Rosanna

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Filed under: Pellegrinaggio 2014

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