PELLEGRINAGGIO ARTUSIANO

Giornalisti, cuochi e appassionati in cammino nel nome di Pellegrino Artusi

…e i pellegrini danno i numeri…

Più il gran giorno si avvicina, più cresce l’entropia. Mentre il Romanelli ci informa deisuoi allenamenti quotidiani e il Macchi replica descrivendo certe psichedeliche visioni campestri (dettate dalle condizioni della campagna o dall’effetto della fatica?) avute durante i medesimi, in privato si accavallano febbrili consultazioni organizzative, oscillanti tra il maniaco-depressivo e il goliardico.

Il primo quesito che toglie il sonno ai futuri scarpinanti è: cosa metto nello zaino? Seguito subito dopo da un angosciante: che cosa lascio a casa? L’idea di portarsi dietro (proprio nel senso di “sulle spalle”) pesi inutili per tutti i 25-km-al-giorno del pellegrinaggio angoscia infatti più d’uno dei partecipanti. Per non dire tutti.

Le risposte sono esilaranti.

C’è chi propone di condividere, a coppie, gli oggetti di prima necessità, ma subito qualcuno puntualizza che “no, lo spazzolino da denti no”. C’è chi invece suggerisce integratori salini da sciogliere nell’acqua (ovviamente attinta alle fonti lungo il cammino, per limitare il peso della borraccia) e chi replica che “il mio unico Gatorade è lo champagne e spero di non essere solo”. Un altro vagheggia di sparpagliare preventivamente la biancheria di ricambio in tutte le camere destinate a ospitarci, per evitare di dover mettere tutto in valigia. Tizio si chiede come fare a mantenere in piega lo smoking per “eventuali” serate di gala, mentre qualcuna delle gentili donzelle del gruppo si dice disposta al più grande dei sacrifici: rinunciare alla scarpa tacco 12.

Quell’effettivamente lunga mezza maratona quotidiana che ci attende, e che con baldanza all’inizio tutti avevamo accolto con un misto di accondiscendenza e di coraggio, comincia ora a somigliare sempre di più a una muraglia. Non a caso l’argomento della farmacia da viaggio è tra i più praticati. Cerotti speciali anti vesciche, Polase, creme e balsami, ginocchiere e cavigliere (di pancere ancora non si parla, ma manca poco). Chi ci ha rifatto ammonisce sulla necessità di limare bene unghie e occhi di pernice, ovviamente usando forbicine e limette condivise, così da evitare quell’aggravio di 12 grammi cadauno che potrebbe compromettere la riuscita dell’impresa. Ci si accapiglia sull’abbigliamento tecnico, scarpa da trekking o da running, tuta termica o pantalone comodo, giacca termica (espressione che tuttora solleva interrogativi insoluti) o kway?

Intanto il tempo scorre e io, invece di allenarmi, sono qui a battere sulla tastiera. Fuori piove come Dio la manda. Pare accolta la mia proposta di dotarsi di una cerata da escursionisti in grado di coprire il corpo e lo zaino. E di fronte alla prospettiva del fortunale marzolino, cosa assai probabile sull’Appennino, ecco anche la ricorsa all’individuazione di rifugi, tettoie, ospizi e bar lungo il tracciato.

Non c’è dubbio: noi ci divertiremo, ma i fotografi e le tv al seguito anche di più. E alla faccia nostra.

Stefano Tesi

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Filed under: Allenamenti, Preparativi, , ,

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