Di solito le commemorazioni sono condite da una impegnativa dose di annoiata partecipazione. Si celebrano perché, accidenti, pure stavolta qualcuno s’è ricordato, ha contato gli anni, e quindi ci tocca… ma stavolta il Romanelli ha stupito un po’ tutti e se n’è inventata una nuova. Soprattutto un’idea che ha accantonato le solite chiacchiere per passare ai fatti, ha tirato insieme un gruppo di amici che, ciascuno per motivi suoi, ha deciso di mettersi in gioco e ha organizzato un viaggio a piedi, il Pellegrinaggio artusiano, che altro non è che rifare la strada percorsa nella sua vita dal grande linguista e gastronomo, ma a piedi (e non credo che lui l’abbia mai fatta così, ma tant’è) . Si a piedi. Tutte le volte che lo racconto a qualcuno la domanda si legge stampata negli occhi prima ancora che sentita con le orecchie (perché in pochi si tengono e la fanno comunque) “ma chi ve lo fa fare?”. Eppure è fatta, e siamo partiti. Ma, tra i tanti commenti di amici e parenti al mio coinvolgimento in quest’avventura, quello che m’è piaciuto di più, è stato quello fatto di slancio da una mia amica “finalmente un viaggio con un po’ di testosterone in circolo”. Non c’avevo pensato, ma quanto ha ragione! Niente di sessuale, per carità, solo una considerazione giustissima alla luce dell’esperienza dei molti viaggi fatti insieme.
Il senso è che io sono una viaggiatrice, ma la maggior parte dei miei viaggi l’ho fatto con una compagnia prevalentemente femminile. E non c’è verso, dalle pericolose fughe con Avventure nel mondo, ai più borghesi tour organizzati di quando non c’è nemmeno il tempo per comperare un biglietto aereo, a quelli che ho organizzato da sola con le mie amiche (appunto) i gruppi sono sempre quasi tutti al femminile. Ma stavolta non è così. Sarà perché questo Pellegrinaggio artusiano è molto più semplice e domestico (ma no, che non sono sessista… è che di solito loro, i maschi, non ne vogliono mezza di impegnarsi in situazioni complicate) ma in un gruppo di 11 persone, 9 sono maschi. E non ha importanza che siano soprattutto miei colleghi o amici da tanti anni, che la mission preveda scarpinate e cibo in quantità dignitosamente impegnative su un piano di assoluta parità . Quel che conta è il tasso di testosterone che mi circonda che potrò vantare con le mie amiche. Una sorta di primato assoluto che mi farà aumentare punti… in onore di Pellegrino Artusi!
Rosanna
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